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L'arte Fantastica di Bruno Di Maio
L'arte Fantastica di Bruno Di Maio
Opere d'arte fantastica, nature morte, nudi e molto ancora nell'archivio di opere di questo artista
www.brunodimaio.it
Sezione dedicata agli eventi segnalati dai visitatori di Arte Globale

Dreamers of colors - Arte e Moda - Seconda Edizione

15/09/2006 - 15/09/2006
Città: Ferrara
Indirizzo: Corso Martiri della Libertà, 5
Tel: +39 (0532) 20 26 75
E-Mail: teatro@comune.fe.it
Web Site: www.teatrocomunaleferrara.it/
Sede: Teatro Comunale di Ferrara  Clicca e leggi tutte le informazioni sulla sede!
Ufficio stampa: Ufficio Stampa Assoc. Culturale Ferrara Pro Art  Clicca e leggi tutte le informazioni sull" uffcio stampa!

DESCRIZIONE EVENTO:

Dreamers of Colors – Arte e Moda è alla seconda edizione, la location di Ferrara non è casuale per una città riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ricca di cultura e che si è sempre offerta come grande palcoscenico per l’Arte del passato e del futuro; la  magnifica scenografia del Teatro Comunale,  farà da cornice ad una sfilata  dedicata all’alta moda ma con un valore aggiunto: l’arte e la creatività. vuole essere un momento significativo di proposta dello stretto legame fra arte e sistema moda, la creatività sarà l’elemento caratterizzante della manifestazione, un gemellaggio, un punto d’incontro fra artisti, stilisti e fotografi

Dreamers of Colors viole essere un omaggio ad un grande artista come Giovanni Boldini (1842-1931) ferrarese di nascita che ha fatto del fascino femminile e della moda il motivo conduttore per tutta la sua opera pittorica. Gli stilisti e le maisons partecipanti avranno proporranno una serie di modelli ispirati allo stile ed ai canoni estetici espressi nella pittura da G. Boldini colti nella magia e nel mistero delle sue straordinarie figure femminili piene di charme. Nel Foyer del Settecentesco Teatro Comunale di Ferrara che si affaccia sul Castello Estense  si daranno appuntamento la Maison Chiara Boni, Alexandra Fede, Luca Berti, B Fashion, Maristella Colombo ed i  i più bei nomi della moda emergente si misureranno in un concorso che premierà lo stilista che meglio saprà interpretare i canoni estetici di G.Boldini.

L’evento sarà strutturato nel seguente modo:

Ogni stilista emergente presenterà una mini-collezione di abbigliamento in cui lo stile ed il contenuto richiami il carattere e l’ispirazione della pittura di G.Boldinii in concomitanza con il vernissage di una mostra d’arte visiva con una serie di artisti le cui caratteristiche possano esprimere sinergie estetiche con la pittura di G.Boldini

P R E S E N T A Z I O N E

Dai primi del ‘900 con il futurismo, la moda è entrata a far parte dell’arte. L’abbigliamento determina uno stile di essere al mondo, e questo stile, e proprio perché è uno stile, equivale in qualche modo ad una forma, ad una forma artistica.

Gli stilisti adesso usano termini che fino a poco tempo fa erano di dominio specialistico, in senso molto ampio, dicono per esempio: "La filosofia della mia collezione". La moda rappresenta oggi un veicolo di manifestazioni di forme, un veicolo di forme che vengono indossate da tutti, e pertanto determinano i fondamentali canoni della bellezza o della non bellezza. Queste mutano nel tempo purché si mantenga l’idea forte di forma.

L’idea che esistono delle forme che parlano, che comunicano alcuni stili, che aiutano a vivere singolarmente nell’ambito del nostro essere al mondo, del nostro convivere; il senso del rapporto tra arte e società sta proprio nella sapienza di costruire forme che abbiano una loro permanenza storica: forme e materiali che riescano ad esprimere quello che, nelle varie epoche, noi siamo, diventiamo, e vorremmo essere.

Negli ultimi tempi gli scambi a gli influssi reciproci tra Arte e Moda sono divenuti sempre più invasivi. Stilisti che espongono in musei con tutte le formalità dell'artista (la mostra di Armani alla National Galerie di Berlino) con una massiccia eco mediatica, per non parlare di tante altre clamorose uscite di ''creativi della moda'' al Moma di New York  o in altri prestigiosi templi dell'arte) artisti che ispirano e direttamente collaborano con stilisti come Yasumasa Morimura, Tim Hawkinson, Cai Guo-Qiang assieme al fotografo Nobuyoshi Araki per il mago dell'arditezza formale plissettata Issey Miyake (linea Pleats Please). Gli esempi potrebbero moltiplicarsi.

Tutto risale a quella espansione in territori non strettamente pertinenti all'arte operata nel secolo scorso dai futuristi. Espansione conseguente ad un'apertura verso l'utile e il quotidiano già sviluppata nel cuore dell'800 dai movimenti inglesi, e poi europei, di stampo socialista. L'arte non deve essere il sacro recinto abitato da pochi privilegiati, ma ne devono poter fruire anche le masse nei loro consumi giornalieri, elevando la qualità della vita! I fantasiosi gilet di Depero, dai colori sgargianti, assolutamente anticonformisti, sono entrati nella leggenda dell'incontro Arte-Moda, quale concreta dimostrazione della ferma quanto spregiudicata volontà di rinnovamento del mondo intero espressa nel manifesto del 1915 ''Ricostruzione futurista dell'universo''. L'arte come (utopico) strumento di cambiamento e di progresso, a partire dagli oggetti più umili. A prescindere dalle utopie e dalle filosofie, sta di fatto che Arte e Moda sono in ogni caso territori contigui, trattandosi di creatività in entrambi i casi, con il distinguo della funzionalità attinente a Moda. E la storia cresce con Sonia Delaunay, meravigliosa portatrice di pure cromie astratte nell'abito, procede a Parigi negli anni '30 con Elsa Schiaparelli (ispirata dai surrealisti) che amava trasporre sui tessuti e rendere indossabili le stralunate fantasie di Dalì come quelle provocatorie di Man Ray. E nel secondo dopoguerra Moda penetra i santuari della ricerca artistica di punta come i concetti spaziali di Lucio Fontana, con la collaborazione dell'atelier di Bruna Bini e Giuseppe Telese e anche della triestina Mila Schoen, trapiantata in quella Milano che stava diventano la capitale della moda italiana. Un elemento artistico può “essere sfruttato” all'interno di una società, per un fine di chiaro stampo economico. Un Multiplo di Andy Warhol raffigura, l’attrice Marilyn Monroe. Quella è arte, quello è un multiplo, cioè una fotografia, una nota fotografia, di un’icona del nostro tempo. È la ripetizione di un’immagine simbolica del nostro tempo, cioè già ampiamente diffusa dai mezzi di comunicazione di massa e massicciamente fruita dalla collettività, impiegando strumenti assolutamente nuovi, che rispecchiano il divenire della società. Il Multiplo è una fotografia. Ne deriva che l’arte, nell’era della sua riproducibilità tecnica ricca di arte-computer e di arte grafica, modifica il proprio concetto. L'idea di unicità dell'arte scompare. L'arte adesso vive nella molteplicità, nell'incertezza. La moda è un fenomeno artistico e commerciale, destinato per la sua stessa natura ad essere effimero. E la sua essenza è proprio in questa precarietà. La musica, l’arte, la voglia di infrangere gli schemi: la moda è una combinazione di questi elementi e trae origine dal gusto degli stilisti di innovare e rinnovarsi mettendosi sempre in gioco. Si tratta quindi di definire e rimarcare lo stretto legame fra arte e moda: l’arte capace di influenzare gli stili di vita e l’estetica della civiltà occidentale, non da meno la moda, bisognosa di trasgressione provocazioni ha captato, e ne ha saputo ”depredare” stili, forme, colori e filosofia. L'abito serve a coprire, l'arte serve a ''scoprire'', aveva detto un tempo Achille Bonito Oliva.

a cura dell’ Ufficio Stampa dell’Associazione Culturale Ferrara pro Art

Giovanni Boldini nacque a Ferrara,il 31 dicembre 1842. All'età di vent'anni, grazie ad un lascito finanziario, di modesto importo, di uno zio sacerdote, Boldini si recò a Firenze per studiare all'Accademia d'arte.Lì frequentò gli ambienti culturali cittadini e nelle sale del "Caffè Michelangelo" conobbe i pittori più conosciuti dell'epoca, tra i quali Giovanni Fattori esponente di rilievo del movimento dei "macchiaioli", dal quale trasse insegnamento per incrementare le sue già spiccate doti d'artista.Le aspirazioni di Giovanni Boldini verso la mondanità e la ricchezza lo spinsero a frequentare un altro famoso Caffè di Firenze, il "Caffè Doney" nelle cui sale si ritrovavano i maggiori esponenti della colonia di intellettuali e di personalità pubbliche inglesi residenti in Toscana. Sull'onda di queste nuove stimolanti frequentazioni iniziò a viaggiare, spinto dall'interesse per centri culturali quali Parigi e Londra. Durante tali soggiorni poté familiarizzare con i pittori famosi di quegli anni: Degas, Manet, Sisley. Boldini dipinse molto e in anni di intensa attività, privilegiò soggetti femminili, valorizzando al massimo la bellezza ed il fascino delle donne conosciute in tanti decenni di frequentazioni mondane. La pittura di Boldini, nonostante i soggetti femminili estremamente seducenti, gli abiti lussuosi e gli ambienti tipici degli scenari borghesi e nobiliari, lascia trasparire un'innata malinconia per la fugacità temporale della bellezza esteriore della donna.Il grande pittore ferrarese morì, all'età di ottantanove anni, a Parigi nella giornata dell'11 gennaio 1931.

 


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