 COMUNICATO STAMPA n. 2
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, con produzione e organizzazione del Palazzo Reale e di Arthemisia, promuove la grande retrospettiva di Tamara de Lempicka (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980) allestita a Palazzo Reale, dal 5 ottobre 2006 al 14 gennaio 2007. La mostra, a cura di Gioia Mori, celebra l’artista polacca che giunge a Milano dopo aver conquistato Londra, Vienna e Parigi con le mostre a lei dedicate tra il 2004 e il 2006.
La mostra ha un particolare significato, perché proprio a Milano, nella galleria del conte Emanuele Castelbarco, Bottega di Poesia, che era situata in via Montenapoleone 14, avvenne la prima mostra personale di Tamara de Lempicka, nel 1925. A distanza di ottant’anni, Milano ripropone l’infinito fascino del lavoro e delle idee di Tamara alle nuove generazioni di visitatori.
Pittrice cosmopolita e icona dell’Art Déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca, “i folli” anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un’opera d’arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltiva il suo talento artistico, ma anche costruisce con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto la protagonista stravagante della mondanità europea.
La mostra Tamara de Lempicka ripercorre la carriera di questa affascinante artista polacca che visse in Russia, a Parigi, in Italia, per approdare poi negli Stati Uniti e passare gli ultimi anni della sua vita in Messico. Attraverso una meditata scelta di opere pittoriche, ma anche di disegni, documenti, fotografie, immagini di repertorio, viene ricreata l’atmosfera del tempo, i grandi eventi storici, ma anche le tendenze dell’arte a lei contemporanea, in un percorso che consente al visitatore di immergersi e di immedesimarsi nel mondo e nella vita dell’artista, piena di “glamour” ma segnata anche dai grandi eventi storici del Novecento.
Mantenendo costante il parallelismo tra la vita e l’opera di Tamara, la mostra si apre evidenziando il momento della fuga dell’artista dalla Russia all’Europa. Tamara, già sposa di Tadeusz Lempicki, lascia San Pietroburgo sotto l’assedio bolscevico, e inizia una nuova vita a Parigi. Memore dell’arte russa di ispirazione cubista, allieva a Parigi di André Lhote, Tamara de Lempicka si presenta al mondo parigino esponendo già nel 1922. Tra i suoi primi ritratti, sono in mostra quello dedicato alla figlia Kizette, Portrait d’une fillette avec son ourson (1922), La bohémienne (1923), Danseuse russe (1923-1924). Appare già padrona del suo stile personale, caratterizzato da una forte deformazione e tendenza all’ingigantimento dei volumi, nel ritratto Femme à la robe noire (1923).
Il vero successo e il lancio internazionale avviene con la personale di Milano del 1925, presso la galleria del conte Castelbarco, ricostruita in mostra con alcuni esempi significativi, tra cui Portrait du Prince Eristoff (1925), Portrait du Marquis d’Affitto (1925), Portrait de la Duchesse de la Salle (1925), Les deux fillettes aux rubans (1925). La figura di Castelbarco, importante uomo di cultura della Milano degli anni Venti, marito di Wally Toscanini (figlia di Arturo), e la sua attività di editore e gallerista è oggetto in mostra di una sezione che ne documenta l’attività, e il rapporto con Gabriele D’Annunzio, l’uomo che Tamara rifiutò durante un burrascoso soggiorno al Vittoriale.
La prima esposizione di Tamara a Milano avviene durante anni particolarmente importanti per l’arte italiana, in cui a dominare sono i protagonisti di “Novecento”, alcuni dei quali presentano consonanze di temi, che saranno messe in rilievo nella mostra, come nel caso di Felice Casorati, Ubaldo Oppi, Achille Funi, Francesco Trombadori. Il legame della Lempicka con il nostro paese aveva peraltro origini lontane, quando nel 1911, ancora fanciulla, visita i musei di Firenze, Roma, Venezia; nasce da allora la passione per l’arte italiana, in particolare per Botticelli, Raffaello e Pontormo, da cui riprende numerosi studi: disegni e schizzi di figure riutilizzate spesso in modo evidente in molte sue opere, alcuni dei quali esposti in questa mostra.
Ma l’Italia è anche la scena di molti suoi amori: dal marchese Guido Sommi, del quale è in mostra un ritratto a figura intera mai esposto prima d’ora, al conte veneziano Vettor Marcello, ritratto nel 1933, a Gino Puglisi, importante collezionista di Tamara, al quale apparteneva la Vierge bleue, mai più esposta dal 1934, quando venne presentata al Salon des Tuileries.
Sono poi presenti alcuni dei suoi famosi ritratti e nudi degli anni del suo massimo successo, tra cui La tunique rose (1927), Le rêve (1927), La belle Rafaela en vert (1927), Jeune fille aux gants (1930), acquistato dallo Stato francese già nel 1932, La musicienne (1929), Nu aux buildings (1929), Le téléphone 2 (1930), Nu aux voilers (1931), Arlette Boucard aux arums (1931), Portrait de Marjorie Ferry (1932), Portrait de Mademoiselle Poum Rachou (1934): ritratti unici nella geniale rappresentazione della società mondana durante gli anni tra le due guerre.
Sono opere che raffigurano tutto ciò che era considerato glamour e che rappresentava “il nuovo”: il telefono, le vedute urbane con grattacieli, le barche a vela dei lussuosi luoghi di villeggiatura. Le donne esprimono una sicurezza gelida e perfetta: le labbra con rossetto rosso profondo e prezioso, le mani immacolate, le braccia ricoperte da gioielli sfavillanti e gli sguardi sicuri e sfidanti, immagini vicine all’artificio e al perfezionismo della fotografia di moda. L’artista sviluppa in queste opere quella che definisce “visione amorosa”, ovvero una visione deformata dai sentimenti che la pittrice prova per una persona o per un oggetto. Nei suoi quadri, le figure quasi esplodono e tendono a fuoriuscire dalla tela, a pretendere una solidità che si contrappone all’effimero dei sentimenti; e l’artista ha dichiarato di aver quasi sempre ritratto gli uomini e le donne che ha amato. Le immagini oscillano così tra raffinata sensualità e gelido classicismo.
Il contributo di Tamara de Lempicka alla pittura moderna viene inoltre esposto nel contesto della moda e del design degli anni Venti e Trenta; moda come parte integrante della sua arte, e lo dimostrano i suoi disegni di figurini, le pubblicità e le copertine delle riviste disegnate dall’artista; e pure della sua vita, come dimostrano le numerose foto in abbigliamenti alla moda e la frequentazione dei locali più moderni.
Amante della perfezione e del design pulito e lucido fatto di linee essenziali e acciaio, l‘artista allestisce il suo studio di Parigi in un edificio progettato dall’architetto Robert Mallet-Stevens, rappresentante di spicco dell’architettura modernista, e ne affida l’arredamento alla sorella Adrienne Gurwick-Gorska, architetto, che disegna per lei oggetti e mobili rappresentativi del gusto dell’epoca.
Ma l’affermarsi delle dittature in Europa e la paura delle persecuzioni razziali (il padre di Tamara era ebreo, così come il suo secondo marito, il barone Raoul Kuffner), la fanno decidere nel 1939 per un nuovo espatrio, prima a Cuba e poi negli Stati Uniti, dove vive per un periodo in California, a Hollywood, e poi a New York. Sono gli anni in cui realizza opere dal carattere meditativo e dallo stile iperrealista: Atelier à la campagne (1941), Le turban orange II (1945), La Mexicaine (1947), Portrait de Kizette adulte I (1954), Femme au chapeau (1952), e le nature morte ispirate all’arte fiamminga.
Il mito di Tamara, “donna moderna” per eccellenza e dai comportamenti sessuali che precorrono quelli della cosiddetta generazione BI (bisex) della Hollywood dei nostri tempi, si afferma dopo la sua scomparsa, negli anni Ottanta, con un collezionismo d’élite dai nomi famosi: da Barbra Streisand a Jack Nicholson, da Madonna a Donna Karan e Wolfgang Joop. Citazioni delle sue opere e del suo stile si trovano nel cinema, nella fiction televisiva, nella pubblicità (basti ricordare la campagna Campari del 1997, Red Passion) e ancora oggi il suo personaggio e le sue opere affascinano e seducono.
La mostra è un’operazione di respiro internazionale, le opere esposte provengono infatti da prestigiose collezioni pubbliche e private, soprattutto americane ed europee, tra cui i francesi Musée National d'Art Moderne - Centre Pompidou di Parigi, Musée des Beaux-Arts de Nantes, Museé Malraux di Le Havre e Musée-Château de Cagnes, e le collezioni Wolfgang Joop di Berlino e Donna Karan di New York oltre che molte opere courtesy Barry Friedman e Alain Blondel.
Catalogo Skira
VERNICE PER LA STAMPA Mercoledì 4 ottobre Ore 11.00 - 16.00 Conferenza stampa Ore 12.00
INAUGURAZIONE Mercoledì 4 ottobre Ore 18.30
Palazzo Reale Piazza Duomo 12, 20122 Milano
Per accrediti Uffici Stampa:
Ufficio Stampa Arthemisia C.so di Porta Nuova, 16 - 20121 Milano Tel. 02 6596888 Fax 02 6598300 e-mail: press@arthemisia.it Cinzia Manfredini Cell. 348 4007208 e-mail: cm@arthemisia.it Alessandra Zanchi Cell. 349 5691710 e-mail: az@arthemisia.it Ufficio Stampa Skira Mara Vitali Comunicazione C.so Indipendenza, 1 - 20126 Milano Lucia Crespi Tel. 02 73950962 e-mail: arte@mavico.it
TAMARA DE LEMPICKA Palazzo Reale Piazza Duomo 12, 20122 Milano 5 ottobre 2006 – 14 gennaio 2007
Promossa da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Con il patrocinio di Ambasciata di Francia in Italia Ambasciata del Messico in Italia Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia Centre culturel français de Milan
Produzione e organizzazione Palazzo Reale di Milano
ARTHEMISIA srl
Mostra a cura di Gioia Mori
Progetto espositivo e direzione dei lavori Cesare Mari, Panstudio Architetti Associati, Bologna
Allestimenti Tosetto Allestimenti, Venezia
Catalogo Skira Ufficio Stampa Arthemisia C.so di Porta Nuova, 16 - 20121 Milano Tel. 02 6596888 Fax 02 6598300 e-mail: press@arthemisia.it Cinzia Manfredini Cell. 348 4007208 e-mail: cm@arthemisia.it Alessandra Zanchi Cell. 349 5691710 e-mail: az@arthemisia.it Ufficio Stampa Skira Mara Vitali Comunicazione C.so Indipendenza, 1 - 20126 Milano Lucia Crespi Tel. 02 73950962 e-mail: arte@mavico.it
SCHEDA TECNICA
Orario apertura lunedì chiuso da martedì a domenica ore 9.30-19.30 giovedì 9.30-22.30 (chiusura biglietteria ore 18.30 - giovedì ore 21.30)
Informazioni e prenotazioni Infoline Tel. 02 54919 Orario call center: Lunedì – Venerdì ore 9.00 – 17.00 www.ticket.it www.tamaradelempicka.it www. comune.milano.it/palazzoreale
Modalità di visita La prenotazione è obbligatoria per i gruppi e scolaresche e consigliata per i singoli.
Biglietti Intero € 9,00 Ridotto € 7,50 gruppi di almeno 15 persone (prenotazione obbligatoria) visitatori oltre i 60 anni visitatori sino ai 18 anni studenti fino a 26 anni portatori di handycap soci Touring Club con tessera soci ACI con tessera possessori Carta Più - Feltrinelli soci CTS soci Club Skira altre categorie convenzionate
Ridotto speciale € 4,50 gruppi di studenti delle elementari e medie inferiori possessori di abbonamento annuale ATM Con biglietto omaggio minori di 6 anni un accompagnatore per gruppo due accompagnatori per scolaresca accompagnatori di disabili che presentino necessità
Prenotazione (obbligatoria per i gruppi) Diritto di prenotazione, oltre al prezzo del biglietto Singoli e gruppi ordinari € 1,50 a persona Gruppi studenti € 1,00 a persona
Audioguide Noleggio a persona € 5
Visite guidate in mostra Prenotazioni tel 02. 6597728 Orario call center: Lunedì – Venerdì ore 9.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00
Gruppi € 85 (90 minuti) Scuole elementari Euro 45,00 (60 minuti) Scuole medie e superiori € 65 ( 90 minuti) Visite in n lingua ( inglese e francese ) € 85,00 per scolaresche € 105 per gruppi organizzati (durata 90 minuti)
info@adartem.it www.adartem.it
Visite riservate ed eventi in mostra Per associazioni, gruppi e aziende è possibile prenotare visite riservate alla mostra e attività di Corporate Hospitality nelle sale di Palazzo Reale Per informazioni: ARTHEMISIA, Milano C.so di Porta Nuova, 16 – Tel. 02 6596888 – info@arthemisia.it
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