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L'arte Fantastica di Bruno Di Maio
L'arte Fantastica di Bruno Di Maio
Opere d'arte fantastica, nature morte, nudi e molto ancora nell'archivio di opere di questo artista
www.brunodimaio.it
Sezione dedicata agli eventi segnalati dai visitatori di Arte Globale

1450-1500 Mantegna e le arti a Verona, Palazzo della Gran Guardia

16/09/2006 - 28/01/2007
Città: Verona
Indirizzo: piazza Bra, Verona
Sede: Palazzo della Gran Guardia  Clicca e leggi tutte le informazioni sulla sede!
Ufficio stampa: Studio Esseci   Clicca e leggi tutte le informazioni sull" uffcio stampa!

DESCRIZIONE EVENTO:

Mantegna e le arti a Verona 1450-1500

Verona: Oltre 200 tra dipinti, disegni, incisioni, miniature, sculture, medaglie, cassoni dipinti; circa
100 musei e collezioni di tutto il mondo coinvolti nell’impresa.

Questi i numeri della grande mostra “Mantegna e le Arti a Verona 1450 – 1500” - promossa dal Comune
di Verona, Assessorato alla Cultura, Musei d’Arte e Monumenti con la Soprintendenza per il Patrimonio
Storico, Artistico e Etnoantropologico per le province di Verona, Vicenza e Rovigo, la Regione del Veneto,
la Fondazione Cariverona, con la Provincia di Verona e il sostegno di Banca Popolare di Verona - che
prenderà il via il 16 settembre prossimo e resterà aperta al pubblico, nel Palazzo della Gran Guardia, sino
al 14 gennaio 2007.

L’esposizione è parte integrante del progetto del Comitato Nazionale per le celebrazioni del quinto
centenario della morte di Andrea Mantegna, un’iniziativa unica articolata in tre sedi con tre mostre che
si svolgeranno, contemporaneamente, a Padova, Verona e Mantova. All’attività espositiva sarà affiancata,
com’è naturale, quella di ricerca, i cui risultati verranno esposti in un Convegno Internazionale
di Studi promosso dalle Province di Padova, Verona e Mantova, che si terrà nell’autunno 2006 cui sarà
affidato il compito di approfondire e discutere i risultati e gli interrogativi sollevati dalle mostre.

Le tre esposizioni saranno incentrate ciascuna intorno alle opere più rappresentative della città: a Padova,
punto di partenza sarà proprio la formazione del pittore nella bottega di Francesco Squarcione e
la ricostruzione degli affreschi della cappella Ovetari, in parte distrutti nel 1944; Mantova darà conto di
quasi cinquant’anni di lavoro di Mantegna alla corte dei Gonzaga, culminati con la Camera degli Sposi.

Il nucleo centrale della mostra di Verona sarà rappresentato dalle due opere realizzate da Andrea per
Verona: la Pala di San Zeno del 1456-59 e la Madonna in gloria tra i Santi Giovanni Battista, Gregorio
Magno, Benedetto e Gerolamo nota come Pala Trivulzio, eseguita per la chiesa di Santa Maria in Organo
del 1497 (ora al Castello Sforzesco di Milano).

La Pala di San Zeno potrà essere eccezionalmente alla mostra, sulla via di un intervento di restauro
che inizierà subito dopo e che è previsto della durata di due anni. Accanto ad essa verranno presentati
disegni preparatori, le straordinarie riflettografie del disegno “soggiacente” e la predella raffigurante La
Crocifissione conservata in Francia dalla fine del Settecento, e per questa prima occasione ricongiunta
all’opera.

La mostra è l’eccezionale opportunità per impegnarsi ad approfondire le indagini storiche, artistiche e conservative
su queste due opere straordinarie, ma è anche occasione per verificare l’autografia della Sacra
Conversazione e del Cristo portacroce di Castelvecchio, opere non unanimemente riconosciute al maestro.

La Pala di San Zeno e la Madonna in gloria tra i Santi rappresentano il fondamentale punto di partenza
per gli artisti veronesi del periodo e segnano, idealmente ma anche concretamente, l’inizio e la
fine dell’intervallo temporale entro cui si sviluppa l’arte del primo Rinascimento, che in città conserva
caratteristiche abbastanza omogenee sino alla fine del XV secolo. Le due monumentali opere dipinte da
Mantegna per Verona esercitarono anche localmente un profondo influsso sull’arte contemporanea e

successiva, imprimendo di sé un’intera cultura artistica sia per quanto riguarda la pittura e la scultura sia
per quanto riguarda l’architettura. Sarà presente in mostra anche l’intera serie delle incisioni autografe
di Andrea, che pure ebbero, e a livello non solo iconografico, un forte e duraturo impatto anche sulla vasta
produzione delle botteghe locali.

Da questi importanti nuclei di riferimento la mostra prende avvio, per presentare il multiforme mosaico
culturale veronese del tempo, tra i più alti dell’intera sua civiltà figurativa.

Per la prima volta sarà possibile ammirare, riunite, le più importanti opere dei maggiori artisti attivi
a Verona nel seconda metà del Quattrocento.

Sono dipinti attualmente ospitati in musei e collezioni di tutto il mondo, e raccoglierli consentirà non solo
di avere un quadro chiaro della realtà culturale veronese dell’epoca ma anche di valutare l’autografia di
opere ancora di incerta attribuzione e di risolvere problemi tuttora aperti (ad esempio le influenze pierfrancescane
sul gruppo delle Madonne di Francesco Benaglio).

Da questo eccezionale momento artistico emergono personalità di grande interesse, ancora poco studiate,
ma tutt’altro che minori, come quelle di Francesco Benaglio (circa 1432-1492), Francesco Bonsignori
(circa 1460-1519), Liberale da Verona (1445- 1526/29), Francesco Dai Libri (circa 1452 – prima
del 1514) Domenico Morone (circa 1442- dopo il 1518) e i suoi allievi, protagonisti di un periodo che
ha visto Verona rendere omaggio a Mantegna ma guardare con eguale interesse ad altri centri artistici e
trovare, grazie ai pittori locali, una intensissima ed affascinante identità.

Se le influenze del grande artista padovano sono infatti innegabili, altrettanto evidenti sono i rapporti tra
i veronesi e la cultura di ambito squarcionesco-donatelliano, le aperture a Venezia nel momento in cui era
all’apice il confronto Giovanni Bellini - Antonello da Messina e si diffondeva la pittura narrativa di Carpaccio,
le relazioni con Mantova (e quindi con la pittura lombarda) anche dopo la morte di Mantegna.

In tale contesto emergono fondamentali legami tra pittura e miniatura, con Liberale da Verona e Francesco
e Girolamo dai Libri; tra pittura e scultura, con fra Giovanni e Giovanni Zebellana; tra pittura su tela e
affresco, con Domenico e Francesco Morone, solo per fare alcuni esempi. Gli studiosi hanno inoltre sottolineato
la grande abilità disegnativa di alcuni dei maestri veronesi, in particolare Francesco Bonsignori, da
analizzare in stretto confronto col corpus grafico di Mantegna, interamente esposto in questa sede.

Il percorso espositivo dedicherà particolare attenzione alla miniatura e al disegno, esposti e presentati
insieme ai coevi codici e incunaboli, la cui produzione costituisce una delle esperienze più caratterizzanti
del periodo.

Un’ampia sezione sarà dedicata alla cultura antiquaria e all’architettura veronese ispirata a modelli
classici. Vi saranno presentati significativi elementi architettonici (rilievi, capitelli figurati, fregi, paraste,
ecc.) provenienti da edifici rinascimentali, modellini appositamente realizzati dei principali monumenti
del periodo (in primis la celebre Loggia del Consiglio attribuita tradizionalmente a fra Giocondo, fulcro
della sezione) e, accanto a questi, una selezione di medaglie coniate da artisti veronesi, dai prototipi di
Pisanello ad esemplari di Matteo de’ Pasti, Pomedello e Giovan Francesco Caroto.

Non meno rilevante, tra le sfaccettature della produzione artistica veronese di ispirazione antiquaria, è la
pittura di “cassoni” e l’arte della tarsia lignea, campi di applicazione nei quali i veronesi sono riconosciuti
tra i maggiori specialisti del tempo.

La mostra prosegue idealmente nel territorio grazie ad un itinerario predisposto che consentirà, con
l’ausilio di una guida curata dall’Ufficio Beni Ecclesiastici della Diocesi di Verona e pubblicata da Marsilio,
di ammirare i principali cicli di affreschi e molti altri dipinti e sculture lasciati nella loro collocazione
abituale, in chiese e musei cittadini.

Inoltre antiche chiese, ville storiche e complessi monumentali dislocati nel Veronese e spesso preclusi
al pubblico saranno visitabili a settembre e ottobre grazie agli itinerari mantegneschi predisposti dalla
Provincia di Verona.

La mostra si propone dunque, all’interno di un percorso di ricerca e analisi complementare con le città
di Mantova e Padova, di suggerire un ulteriore approfondimento della conoscenza dell’arte di Mantegna
e insieme di esplorare interessanti campi di studio ancora quasi vergini, che potranno sfociare in successive
esposizioni monografiche su singole personalità importanti della pittura veronese fino al primo
Cinquecento e antecedente alla Maniera.

Un’occasione unica per celebrare il quinto centenario della morte di Andrea Mantegna con opere importantissime
per l’arte italiana e, allo stesso tempo, per studiare ed apprezzare un periodo esemplare della
storia artistica veronese, che presenta punte di altissima qualità e interesse, riconosciute da Giorgio
Vasari, così come da Bernard Berenson e Rudolph Wittkower.

Verona, Palazzo della Gran Guardia

16 settembre 2006 – 14 gennaio 2007
Prorogata fino al 28 gennaio

Direzione della Mostra: Paola Marini
Cura della Mostra: Mauro Cova, Sergio Marinelli, Paola Marini.

 


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